Prima regola: occhio alle promesse

Prima di cominciare una serie di articoli sul SEO/SEM, ovvero sull’ottimizzazione e marketing per i motori di ricerca, settore strategico di importanza fondamentale per un buon sito, vale la pena di ricordare qualche principio di ordine generale, per poter guardare con occhio critico alle cose che ci vengono dette a tal proposito.
Questo settore è importante perché, ce ne rendiamo conto tutti, un sito può essere bellissimo fatto benissimo etc, ma se è “invisibile” nei motori di ricerca, ovvero se è sepolto in ennesima pagina, si perde una grossa fetta di mercato.
E’ risaputo che i motori di ricerca, Google in testa (di gran lunga il più usato) ma anche Yahoo e gli altri, tengono ben segreti i loro algoritmi di calcolo per il posizionamento dei siti al loro interno. Se ciò fosse svelato ci sarebbe solo una corsa al soddisfacimento dei criteri, lasciando da parte la qualità dei contenuti, che poi è quello che conta.
L’unico modo possibile per cercare di determinare empiricamente come funziona un motore è la retro-ingegneria: sperimentare continuamente per capire cosa funziona e cosa no.
Questo fa intuire che i “maghi” dei motori non esistono, come non esistono precisi risultati certi nelle scienze empiriche. Anche il professionista più preparato non può garantire il posizionamento, ma solo fare del suo meglio per porre il sito più in alto possibile, e ciò è un lavoro lungo di analisi e correzione che viene raffinato nel tempo di mesi.
Pensiamoci un attimo: promettere il posizionamento “in prima pagina” è un concetto talmente vago da essere fuorviante. Per quali parole chiave verrà effettuato? E tali parole saranno di nostro interesse? Eventuali esempi concreti sono solo frutto del caso, di un momento fortunato, oppure no?
E come sono stati documentati? Sono essi attualmente verificabili o possibile frutto di manipolazione (come le immagini)?
E tali buoni posizionamenti porteranno visite “qualificate”, che è quello che interessa? Visite di gente che è interessata al sito, a quello che fa? Oppure solo utenti occasionali che si accorgeranno di essere sul sito sbagliato per loro e quindi “rimbalzeranno” subito via?
Queste sono tutte domande da porsi quando si incontrano offerte di posizionamento, e più sono promessi mirabolanti risultati più è lecito sospettare.
Tutto quello che un professionista può dare con l’ottimizzazione, il SEO, sono lecite garanzie su un incremento del traffico (non per niente si parla di ottimizzazione!) e dei visitatori veramente interessati a quello che il sito ha da offrire, cosa che si realizza pienamente nel lungo termine.
Volendo, si possono ottenere risultati anche sul breve termine, ad esempio per una campagna specifica, un’offerta speciale e così via, con il SEM, il marketing, semplicemente comprando la posizione nella colonna di destra di Google, offrendo un tanto a clic effettuato. Cosa che non vuol dire poi attirare un cliente interessato!
Questo in ogni caso ottiene la massima efficacia solo dopo aver ottimizzato il sito.
Ma quello che ognuno vorrebbe non è realmente avere delle visite “qualificate”? Anche pochi visitatori, ma buoni, che realizzino gli obiettivi che il sito si è dato. Che comprino, che prenotino.
Tutto ciò è molto differente dall’avere promesse di apparizioni in prima pagina.
E in un settore cruciale come quello dei motori di ricerca, dove è possibile anche spendere budget elevati, è molto importante saper distinguere le varie offerte che ci vengono fatte, le veritiere e possibili dai miraggi dei maghi.

